
domenica 30 settembre 2007
mercoledì 26 settembre 2007
INCONTRO AL SENATO
Greenreport 26/9/07
Rifiuti di Bagnoli a Piombino, gli esiti dell´incontro di oggi in Senato
«Direi che l’incontro è andato molto bene – spiega Paolo Benesperi – c’erano molti senatori e non solo quelli della commissione ambiente e tutti si sono detti molto interessati alla vicenda, e preoccupati del fatto che ci siano ancora molti punti oscuri da chiarire». Non proprio tutti, perché l’unica voce fuori dal coro è stata quella di Altero Matteoli, l’ex ministro dell’ambiente: «Matteoli ha affermato che il sindaco di Piombino si è comportato bene – spiega Benesperi – e che l’operazione è necessaria perché a Bagnoli non c’era possibilità di smaltimento di quelli che lui ha dichiarato non essere neppure rifiuti».
«Noi invece abbiamo spiegato quali sono le criticità di questo progetto – continua l’esponente del comitato – toccando tutti i punti caldi, dal punto di vista giuridico, economico, della sicurezza e dei tempi. Fortunatamente tutti i senatori ad accezione di Matteoli hanno apprezzato la nostra relazione e attraverso il presidente della commissione Tommaso Sodano, si sono impegnati ad effettuare una nuova audizione con sopralluoghi a Napoli e Piombino».
All’incontro ha partecipato anche il senatore della Margherita Francesco Ferrante, che ha ricordato che «in linea generale di solito le bonifiche è bene farle in situ. E nessuno ci ha effettivamente spiegato perché lì a Bagnoli non si potevano smaltire questi rifiuti». Ferrante ha sollevato anche altre due questioni, sostenendo che «le vasche della colmata di Piombino possono essere tranquillamente riempite con i fanghi di dragaggio del porto e/o con i materiali disponibili nelle aree industriali, evitando quindi di ricorrere al turismo dei rifiuti» e che lo “scambio” di favori che consentirebbe a Piombino di realizzare la strada di penetrazione al porto «in realtà è uno scambio impossibile semplicemente perché non esiste alcun progetto di questa strada». Il senatore della Margherita ha concluso confermando la volontà della commissione di approfondire la vicenda attraverso nuove audizioni: «chiederemo al governo di aspettare a prendere una decisione definitiva, perché ci sono ancora troppi punti da chiarire. Una volta compresi bene potremo prendere una decisione in un senso o in un ‘altro e mi auguro che ciò si possa fare evitando di fare un referendum a livello locale».
SPIAGGE AL VELENO

IL GIORNALE DI NAPOLI del 26 Settembre 2007
A GENNAIO IL PROCESSO CONTRO L'EX ASSESSORE E IL PRESIDENTE DELL'AUTORITÀ PORTUALE
SPIAGGE AL VELENO, A GIUDIZIO MONTI E NERLI
Il reato ipotizzato è quello di abuso d'ufficio. Alla sbarra anche Gennaro Cuccaro (dirigente del servizio "Risorsa mare"), Arcangelo Cesarano (subcommissario alla bonifica) e Antonio Tosi (direttore dell'Arpac).
NUNZIA ABATE
Quel litorale andava chiuso. Vietato ai bagnanti, alla moltitudine di donne e bambini che d'estate vi si riversano non potendosi permettere una vacanza costosa in mete ambite. E questo perché le spiagge del litorale di Bagnoli non erano pulite. Mescolate a sostanze altamente tossiche e dunque pericolose per la salute pubblica, pericolose a tal punto da poter "procurare sui bambini disordine di deficit di attenzione, ritardi mentali e disordini neuro inerenti allo sviluppo". Parola della Procura della Repubblica di Napoli che ieri mattina ha ottenuto il rinvio a giudizio delle cinque persone finite al banco degli imputati con accuse, contestate a vario titolo, di abuso d'ufficio e favoreggiamento personale. Il giudice delle udienze preliminari Tullio Morello ha disposto il processo di primo grado di giudizio per Casimiro Monti (ex assessore comunale alla Sanità, Igiene e Mare), Francesco Nerli (come presidente della Port Authority), l'ingegnere Gennaro Cuccaro (dirigente del servizio "risorsa mare", addetto alla balneazione e alla pianificazione degli arenili), l'ingegnere Arcangelo Cesarano e Antonio Tosi (rispettivamente subcommissario di governo alla bonifica di Napoli ovest e direttore generale dell'Arpac). I primi quattro rispondono di abuso d'ufficio, gli ultimi due solo di favoreggiamento personale.
L'istruttoria dibattimentale prenderà il via a partire dall'8 gennaio e sarà sovrintesa dai giudici della undicesima sezione penale. Sarà in quella sede che il collegio difensivo tornerà ad affilare le armi, a cercare di dimostrare l'infondatezza del quadro indiziario tratteggiato dalla Procura nell'inchiesta sulla gestione del litorale occidentale della periferia napoletana, a pochi passi dalla zona della colmata di Bagnoli. «Eravamo speranzosi di aver dimostrato al gup la nostra estraneità ai fatti - commenta l'avvocato Raya, difensore di Casimiro Monti -. Ma evidentemente il giudice deve aver ritenuto necessario il vaglio dibattimentale. Siamo comunque sereni. Lo eravamo ieri quando ci apprestavamo ad affrontare l'udienza preliminare e lo siamo oggi che sappiamo di dover affrontare un processo. Siamo convinti di non aver alcun obbligo di responsabilità in questa vicenda e siamo convinti che sia tutto il frutto di un equivoco. A nostro avviso l'ipotesi di reato di abuso d'ufficio non poggia su elementi forti. Si contesta a Monti - prosegue l'avvocato Raya - l'aver favorito dei privati nelle concessioni quando queste concessioni erano preesistenti all'insediamento di Monti».
Al centro dell'inchiesta c'è il rilascio o il rinnovo delle concessioni demaniali agli imprenditori riuniti nel consorzio denominato Comaba, "per l'utilizzo turistico balneare degli arenili di Bagnoli e Cordoglio". Secondo l'impostazione accusatoria, l'autorità portuale e l'amministrazione comunale avrebbero deliberato nel febbraio 2003 il rilascio di quindici concessioni per stabilimenti balneari inseriti in un progetto presentato dal
lunedì 24 settembre 2007
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Assemblea dibattito con il prof. Enrico Falqui
docente di Analisi e Valutazione Ambientale
corso di Laurea in Architettura dell’Università di Firenze
martedì 25 settembre alle ore 21
presso la sala del quartiere Perticale
questo il prossimo appuntamento
NAPOLI PIU' del 23 Settembre 2007
Il ministro dell'ambiente Pecoraro Scanio risponde all'interrogazione del deputato Velo
«Colmata Bagnoli, sarà tutto a norma»
Garanzie per la tutela della salute dei cittadini e dell'ambiente. Lo ha chiesto, in un'interrogazione al ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanío, la deputata dell'Ulivo e sindaco di Campiglia Marittima, Silvia Velo. Quest'ultima è preoccupata per l'accordo di Programma Quadro, che prevede la rimozione e il trasferimento della colmata di Bagnoli, da Napoli a Piombino». Nell'interr Nell'interrogazione, Velo ha quindi chiesto «quali misure
saranno adottate per assicurare che gli interventi siano svolti nel rispetto della normativa vigente». «Lavoriamo con la massima attenzione affinchè tutte le iniziative legate al trasferimento dei materiali derivanti dalla colmata di Bagnoli alle vasche di Piombino siano effettuate con grande trasparenza e rispetto delle norme: per questo sarà coinvolto ancheil Comando dei carabinieri per








