lunedì 28 gennaio 2008

NO ALL'INCENERITORE

NO ALL'INCENERITORE
NO ALL'INDIFFERENZA

Sabato 2 Febbraio

Grande manifestazione a Follonica e Scarlino

Ore 9 - Raduno tratttori e auto al Puntone

Corteo mezzi fino a Piazza Istria (Torre azzurra) e raduno manifestanti.

Corteo per le strade di Follonica

Trasferimento e corteo a Scarlino scalo con conclusione in piazza Garibaldi.

MOBILITIAMOCI, PARTECIPIAMO, "ESPONIAMO LA NOSTRA PROTESTA CON I LENZUOLI"

sabato 12 gennaio 2008

Chi guadagna dallo spostamento dei rifiuti?

L’emergenza rifiuti in Campania e i fanghi di Bagnoli a Piombino sono due facce della stessa medaglia. Il sindaco Anselmi del resto non ha mai voluto che si parlasse di rifiuti (li chiamava eufemisticamente “materiali”) mentre il presidente della Regione Martini lo ammette esplicitamente, dichiarando che “la Toscana la sua parte la sta già facendo, accogliendo i rifiuti speciali di Bagnoli a Piombino”. Una domanda sorge spontanea: chi è il bugiardo?

Ci sono dunque analogie tra l'emergenza rifiuti urbani di Napoli e quella dei rifiuti speciali di Bagnoli che hanno deciso di portare a Piombino. Sono analogie e commistioni tali da rendere il quadro ancora più preoccupante.

La 1^ analogia è lessicale: entrambi vengono definite “emergenze”. Perché? In realtà sono due situazioni che non nascono affatto in modo improvviso o inaspettato, come può essere per un’alluvione, un terremoto o altre calamità; sono situazioni che vengono da lontano (15 anni) e che sono frutto di una cattiva gestione della cosa pubblica. Non solo erano largamente previste, ma avrebbero potuto essere risolte con una gestione ordinaria ed oculata da parte degli enti locali e dello Stato, senza arrivare a stati di emergenza nazionale e sperpero di denaro pubblico.
La 2^ analogia è ambientale: secondo le buone regole di politica ambientale ambedue i casi dovevano essere risolti all'interno del territorio regionale, così come avviene in tutti i paesi moderni con minori rischi e minor dispendio di denaro pubblico.

La 3^ analogia riguarda la democrazia: si tenta di risolvere entrambi i casi (la "monnezza” di Napoli e la venefica colmata di Bagnoli) con procedure di emergenza. Come è noto si tratta di procedure che modificano competenze, poteri ed equilibri tra gli organi dello Stato, con grave e inevitabile alterazione delle regole democratiche, della trasparenza, della legalità, della partecipazione e della concorrenza. Infatti le conseguenti soluzioni già adottate o che saranno adottate passano sulla testa dei cittadini e dei territori.

La 4^ analogia è economica: in tutti e due i casi c’è qualcuno che ci guadagna, legittimamente o meno e che fa profitti in barba alla salute dei cittadini e dell’ambiente.

La 5^ analogia è morale: nessuno paga per la responsabilità di aver prodotto tali situazioni cosiddette di emergenza, ma che in realtà sono risultato in primo luogo della cattiva politica, dell’inconcludenza e a volte del malaffare.

Queste considerazioni riguardano Napoli, riguardano Bagnoli e riguardano anche Piombino, dove nessuno si è posto in tempo il problema dello smaltimento dei rifiuti industriali delle acciaierie e delle bonifiche delle aree industriali. In tutti i casi si spostano i rifiuti anziché bonificare davvero e ciò dimostra l'incapacità di sindaci, presidenti di regione, amministratori pubblici e privati a gestire la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti di Bagnoli o di Piombino. Una domanda è lecita: chi guadagna dallo spostamento dei rifiuti?

lunedì 7 gennaio 2008

Verdi, ma di vergogna!!!

La Nazione 06.01.2008,

Cronaca di Grosseto – Pagina Costa-Isole

SCARLINO

«La sabbia del porto con i fanghi di Bagnoli»

Polemica dei Verdi per il Puntone

di GIANLUCA DOMENICHELLI

«LA SABBIA dragata dal porto del Puntone di Scarlino finisca nelle vasche di colmata del porto di Piombino, proprio come i fanghi di Bagnoli».

È la proposta dei Verdi del Golfo per risolvere la querelle del contestatissimo ripascimento appena concluso sul litorale scarlinese, al confine con Follonica, per il quale è stato utilizzato materiale scavato dai fondali della struttura portuale del Puntone.

Materiale del tutto incompatibile con la sabbia «originale» della costa, secondo gli ambientalisti, che rispondono «a tono» alla replica del sindaco di Scarlino, Maurizio Bizzarri. «Il sindaco ci invita ad occuparci di casa nostra — dice Marco Stefanini in rappresentanza degli ambientalisti — ma dovrebbe sapere che il Golfo è una entità unica, dai boschi all’area protetta, dalla zona industriale alla costa, e ogni forza politica che si interessi di tutela ambientale non può esimersi dall’occuparsi anche della salvaguardia del litorale».

A PROPOSITO del ripascimento, ecco le «contestazioni» rivolte a Bizzarri. E non solo.

«Arpat avrebbe dovuto vigilare direttamente e autonomamente sull’operazione del ripascimento, disponendo campionamenti in proprio — spiegano i Verdi — per evitare conseguenze ambientali che nemmeno il sindaco esclude, visto che invita a verificare la situazione tra qualche mese. Questo è inammissibile: un sindaco dovrebbe fornire sin da subito ogni garanzia».

GARANZIE che farebbero difetto, a dire degli ambientalisti. «È provato che il materiale adoperato per il ripascimento, dragato al porto del Puntone, ha una consistenza inferiore rispetto alla sabbia della costa: è ovvio che può risultare compatibile con quel tratto di litorale, ma solo perché da quelle parti ne è presente già in abbondanza. Per la spiaggia follonichese non potrebbe essere adoperato, dunque dovrebbe valere anche per Scarlino».

IN OGNI CASO, per gli ambientalisti «lo smaltimento della sabbia da dragaggio è un problema che dovrebbe risolvere chi gestisce il porto, ossia Promomar. Ma la situazione va governata: per questo — conclude Marco Stefanini per i Verdi del Golfo — lanciamo un appello all’assessore provinciale livornese Anna Marrocco per valutare la possibilità di conferire il materiale di dragaggio nelle vasche di colmata del porto di Piombino. È una soluzione possibile per il futuro, e su questo cerchiamo il confronto».


IL TIRRENO, LUNEDÌ, 07 GENNAIO 2008

Pagina 1 - Grosseto

Proposta dei Verdi

I fanghi di Scarlino a Piombino

SCARLINO. Il dragaggio della bocca del porto del Puntone sarà un’operazione pressoché ciclica, e trovare una adeguata sistemazione al materiale tirato su dai fondali potrebbe non essere semplice. Basta vedere cosa è successo in occasione del ripascimento del litorale di Scarlino, effettuato proprio con la sabbia del porto e che ha acceso la polemica fra comuni, partiti, associazioni e movimenti ambientalisti.
«Scarlino è un territorio di grande valore ambientale - conferma Marco Stefanini dei Verdi del Golfo - i nostri allarmi non sono certo volti a fare la guerra al sindaco Maurizio Bizzarri ma ad evitare il pericolo di una deriva ambientale che diventi poi irrimediabile. Dobbiamo pensare anche a governare la situazione futura. Fra un paio di anni infatti si ripresenterà il problema di smaltire il materiale di dragaggio del porto del Puntone, visto che le correnti naturali del Golfo, anche prima della costruzione dell’insediamento, fanno della bocca di Fiumara il luogo naturale in cui i sedimenti si depositano. Facciamo un appello alla Provincia di Livorno eall’sessore alla difesa delle coste Anna Maria Marrocco, coordinatrice del tavolo permanente sui fanghi di Bagnoli, per cercare un confronto con il comune di Scarlino e poter capire se esistono le possibilità di conferire nei prossimi anni il dragaggio del porto nelle vasche di colmata del porto piombinese».
Stefanini poi risponde alle ultime precisazioni del sindaco Bizzarri. E aggiunge: «Bizzari ha detto che nessuno, da Follonica, ha posto problemi al ripascimento, poi però conferma di non avere avvertito nessuno: ma allora Scarlino è nel tavolo permanente del Golfo solo quando gli fa comodo e non rischia di ricevere pareri negativi sui suoi interventi?».
Ultime riflessioni sulla qualità e sui metodi con cui è stato perfezionato il ripascimento. «Il comune di Follonica deve effettuare il ripascimento solo con sabbia di un certo tipo, se però i campionamenti si fanno a Scarlino dove già 5 anni fa venne sparsa la sabbia del porto è chiaro che i valori sono compatibili con il materiale dragato ma quella sabbia è comunque estranea al Golfo».
Michele Nannini

martedì 1 gennaio 2008

Sull'intervista a Bersani

Quella al ministro Bersani ha tutta l’aria di essere un'intervista procurata e richiesta dalle gerachie locali del PD, evidentemente preoccupate dalla stessa operazione che hanno a tutti i costi voluto. Aldilà della sospetta magnificenza di aggettivi ('splendida operazione', 'grande idea', 'grande cosa' ...) le dichiarazioni del ministro destano preoccupazione e forniscono alcune inequivocabili conferme. In particolare:

- che le operazioni "Colmata Bagnoli" e "bonifica e reindustrializzazione di Piombino" non sono collegate;

- che tutti hanno cercato di "dare una mano" al Sindaco, e non si capisce perché se l'operazione è splendida come si tenta di far credere;

- che non sono stati ancora definiti i rapporti con le imprese private per le bonifiche di loro competenza.

Se l'operazione tenta di tenere insieme sviluppo del porto, infrastrutture, bonifiche del SIN di Piombino e reindustrializzazione, questo merito non è certo di chi avrebbe firmato un' intesa a Luglio solo per i fanghi di Bagnoli, compresi i rifiuti pericolosi del porto di Napoli, senza preoccuparsi se il territorio poteva riceverli e trattarli come previsto in origine. E a dicembre non è andata diversamente se non fosse intervenuta la Regione a mettere alcuni paletti sulla programmazione urbanistica del porto e della città, che andranno peraltro attentamente verificati. E tutto sarebbe passato in sordina se non ci fosse stato il Comitato a rendere di dominio pubblico la questione.

Il ministro cerca di accreditare una visione strategica che non c'è, confermando che finora si è proceduto proprio "a pezzi e bocconi". Ammette che non c'era bisogno dei fanghi di Bagnoli per avviare le bonifiche; allora perché ci sono? Ribadendolo retoricamente, ammettette di fatto anche il superamento del principio fondamentale "chi inquina paga". Non una parola su ambiente, salute e turismo. E poi i tempi del secondo accordo già non sono più certi: "mi auguro che si faccia nei prossimi tre mesi", dice... un auspicio, appunto, non una certezza. Insomma, per i fanghi si è firmato subito, per il resto si vedrà.

Il Comitato No Fanghi

sabato 22 dicembre 2007

Papa ringrazia

dal sito di bagnolifutura:


Papa, dopo l'Apq svolta per Bagnoli

“Desidero innanzitutto ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile la firma dell’importante APQ per i siti di Bagnoli e Piombino, in particolare il ministero dell’Ambiente. Ora per Bagnoli si può parlare effettivamente di una fase di svolta. Finora, infatti, non avevano certezze di quanto accadeva attorno all’area di proprietà della Bagnolifutura, in particolare nella zona a mare: d’ora in poi le avremo, sia per i tempi di realizzazione degli interventi, sia per la disponibilità delle risorse necessarie, sia per il quadro normativo. Da gennaio 2008, così come si sta già da tempo lavorando all’interno dell’area ex Italsider, si comincerà ad operare anche fuori. La certezza del percorso tracciato finalmente consentirà alla nostra società di trasformazione urbana di indire i bandi di gara per la vendita dei suoli”.

Fanghi invece che panettone

La firma dell’Accordo di programma non diminuisce la preoccupazione dei cittadini e del territorio. Né cambia il giudizio negativo sull’operazione ‘Fanghi di Bagnoli’, che resta un caso di cattiva politica ambientale, spreco di risorse pubbliche e scarsa democrazia. Verificheremo i contenuti dell’accordo sottoscritto a Roma, poiché il Sindaco ha firmato senza che nessuno a Piombino conoscesse la versione definitiva. Se è vero -ma controlleremo bene- che le condizioni della Regione Toscana sono state accolte, allora difficilmente riusciranno a fare qualcosa e di questo dovranno preoccuparsi anche a Napoli.

Ormai l’amministrazione comunale di Piombino avrebbe firmato qualsiasi cosa pur di salvare la faccia e gli interessi politici di qualcuno. In pratica la Regione le ha detto in faccia che quello che avevano preparato era un accordo sbagliato, incerto e in alcuni punti illegittimo. Ma nessuno vuole ammettere le proprie responsabilità e le proprie incapacità. A questo proposito ricordiamo al Sindaco che il rispetto delle leggi regionali è anche cosa sua, non solo della Regione, e francamente essere costretti a ricordaglielo ci turba molto.

Ne è venuto fuori un accordo firmato sulla testa di Piombino e dell’intero territorio. Sorprende la mancanza di coerenza del Comune, Sindaco e assessore all’ambiente in testa: a luglio dovevano arrivare i rifiuti pericolosi, poi solo quelli contaminati presentati come materiali innocui; fino a settembre si dovevano trattare prima di utilizzarli, ora si prevede di buttarli in mare senza alcun trattamento; prima il Comune avrebbe preso i rifiuti di Bagnoli senza inserire la bonifica di Piombino, poi la Regione (anche su sollecitazione del Comitato No Fanghi) ha costretto il Comune a fare marcia indietro e rovesciare le priorità.

Molte contraddizioni e nessuna trasparenza. Il giorno della firma tutti cantano vittoria, ma sanno benissimo che i guai cominciano ora e che lo stesso cronoprogramma -ammesso che non sia stato modificato anch’esso- non sarà rispettato. Noi in nome delle migliaia di cittadini che si sono mobilitati manterremo in piedi le nostre iniziative, compresi i ricorsi al TAR e non smetteremo di denunciare all’opinione pubblica l’errore grande di questa operazione, conclusa frettolosamente alla vigilia di Natale, coi cittadini piombinesi che hanno ricevuto fanghi al posto del panettone

venerdì 7 dicembre 2007

Se non è zuppa è pan bagnato

Il sindaco di Piombino ha presentato oggi alla stampa il testo del “nuovo” accordo quadro Piombino-Bagnoli sbandierando pomposamente modifiche sostanziali al vecchio accordo che porterebbero a “garanzie ambientali, finanziarie, ricerca scientifica e bonifiche”

A un primo sguardo il nuovo sembra una fotocopia del vecchio con modifiche marginali che non ne alterano la discutibile sostanza; rimandando per ora una analisi più approfondita alla ricerca anche del mantenimento degli impegni pubblicizzati dalle figure istituzionali, e in particolare dall’assessore regionale Bramerini, vorrei capire la consistenza delle novità introdotte.

Cominciamo con le garanzie di natura ambientale: dice il sindaco “Per quanto riguarda il primo punto, relativo alle garanzie ambientali, c’è la certezza che i materiali che arriveranno sono tutti “non pericolosi” e depurati anche dei cosiddetti “hot spot”.”. Del 1.300.000 mc di materiali della colmata di Bagnoli il vecchio accordo prevedeva di usarne direttamente 400.000; per gli altri 900.000 mc era previsto un (discutibile) trattamento di vagliatura e lavaggio prima dell’utilizzo; ora invece sono tutti buoni per Legge.

Fra le paure di chi giudica negativamente questa manovra, c’è anche quella di far nascere un polo per il trattamento dei rifiuti, e a questo proposito si legge nell’accordo: “Tutte le operazioni afferenti la cessione di volumi disponibili ad altri soggetti, diversi dai sottoscrittori del presente Accordo, saranno oggetto di successivi specifici Accordi di Programma … Nel totale delle risorse di cui al comma 1, non vengono computate le risorse derivanti dalla cessione, ad altri soggetti, dei volumi residui disponibili nelle vasche di raccolta di Piombino pari a circa 1.411.000 mc”; inoltre nel vecchio accordo era evidenziata “la presenza di una azienda che si sta specializzando nel trattamento di rifiuti derivantidall’industria siderurgica con l’obiettivo di trasformarli in materiale per costruzione di strade;” che nel nuovo è diventata “la presenza, nel SIN di Piombino, di un’azienda che si sta specializzando nel trattamento di rifiuti;” Rifiuti di qualsiasi tipo?

Per le garanzie di natura finanziaria, in effetti quelle che erano risorse differite da trovare con la vendita degli spazi delle vasche, sono coperte per la gran parte con risorse che verranno erogate, rimandate in ogni caso al 2009, nell’ambito del FAS 2007/2013; un’appunto va però fatto: in varie parti dell’accordo e relativo allegato tecnico queste risorse vengono imputate al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ma credo che il FAS, rientrando nel Quadro Strategico Nazionale, sia gestito dal Ministero per lo sviluppo economico: e se Bersani (o chi sarà al suo posto nel 2009) dicesse “allora chiedeteli a Pecoraro (o chi sarà al suo posto nel 2009)!”

Interessante sembra l’ingresso nell’accordo di attività di ricerca e sperimentazione tecnologica “Una questione che apre nuove prospettive per Piombino, in termini di arricchimento di competenze e di crescita dal punto di vista culturale e scientifico” dice Anselmi; ma andando a vedere si trova:

27. L’avvio delle attività di sperimentazione di tecniche e tecnologie innovative per la gestione dei sedimenti inquinati verrà finanziato con risorse pari a € 2.071.000,00 (corrispondenti al 5 % delle risorse destinate alla gestione dei sedimenti pericolosi presenti sul sito di Piombino e nel sito di Napoli Orientale)

Per le attività di sperimentazione di cui al comma precedente, i Ministeri coinvolti intendono avvalersi dell’ICRAM, … attribuendo al medesimo Istituto le risorse di cui all’articolo 4, comma 27.

Ma l'ICRAM non è già coinvolto in queste attività? dov'è la novità? forse nel dare una fettina di torta a chi ne era stao escluso...

Per il ruolo centrale che Piombino viene ad assumere dice il sindaco: “Entro i quattro mesi successivi alla firma dell’accordo, infatti, saranno dettate le linee guida per le bonifiche del Sin di Piombino, con la caratterizzazione del sito in rapporto ai piani industriali delle aziende (Lucchini, Dalmine, Magona) ). Prevista inoltre la messa in sicurezza della colmata di Piombino Nord, area del padule. Il tutto in in visione di centralità di Piombino che troverà nell’aggiornamento del codice ambientale la sua sanzione normativa”

E fra i vari presupposti dell’accordo troviamo

CONSIDERATO che il presente Accordo rappresenta parte integrante della più ampia intesa ad oggi in corso di definizione e che comprende le bonifiche del SIN di Piombino nonché contestualmente il piano industriale delle imprese insediate; Gli obiettivi di reindustrializzazione e di bonifica dei siti sono perseguiti in modo congiunto, garantendo l’adeguata informazione e partecipazione del pubblico.

Relativamente al Sito di Interesse Nazionale di Piombino, in coerenza con quanto richiesto dal Ministero dello Sviluppo Economico con la nota di cui alle premesse, entro il termine di quattro mesi dalla sottoscrizione del presente Accordo, gli enti pubblici firmatari si impegnano in maniera coordinata e ciascuno per le proprie competenze, a completare le istruttorie necessarie ad addivenire ad un apposito Accordo di Programma con le imprese insediate nel Sito medesimo, ed avente i seguenti contenuti:

· declinazione e modalità di attuazione del piano industriale delle imprese insediate;

· linee di intervento per le bonifiche delle aree a terra;

· modalità di attuazione della messa in sicurezza dell’area della colmata di Piombino nord.

Ultima nota, nel nuovo accordo compaiono due nuovi soggetti: il Ministero dell’Università e ricerca (sembrava strano che un ministro piombinese non fosse ancora comparso) e il Circondario Val di Cornia; e chi è il presidente del circondario…? Gianni Anselmi